|
24 ottobre 2009 Amantea –
L’associazione culturale territoriale Chilometro Zero è approdata ad Amantea per partecipare alla manifestazione “Basta veleni. Riprendiamoci la vita,vogliamo una Calabria pulita.”
Si sono ritrovati sul lungomare del piccolo centro tirrenico uomini, donne e ragazzi scesi dai pullman, dai treni e dalle automobili, giunti da ogni parte della regione, e non solo, per appoggiare il comitato civico “Natale De Grazia” nella lotta contro le scorie tossiche e radioattive scaricate in mare e sottoterra nella zona di Crotone, Praia a Mare e in tutto il Mediterraneo.
Dopo aver analizzato a fondo la situazione ambientale calabrese, anche la nostra associazione ha deciso di mettere a disposizione un pullman per tutti quei ragazzi che avessero voluto prendere parola,gridare con forza che la Calabria ci appartiene e non è la discarica dello Stato, per tutti quelli che avessero voluto mobilitarsi per far sì che la Calabria torni ad essere la più bella regione d’Italia; così decine di giovani non hanno perso tempo a dare la loro adesione e intervenire, insieme ad associazioni, comuni e sindacati, a quella che si è rivelata una delle manifestazioni più partecipata degli ultimi anni.
Il corteo, aperto dallo striscione del comitato promotore della manifestazione, si è snodato per le strade della cittadina che hanno visto migliaia di persone inneggianti ad unanimità il diritto alla salute dell’ambiente.
Giunti nella piazza principale la folla ha assistito agli interventi di assessori regionali, rappresentanti delle diverse associazioni presenti e al contributo di Anna Vespia, moglie del capitano Natale De Grazia, che ha concluso con parole molto semplici e incisive che hanno toccato la sensibilità dei presenti: "Avete dato valore al sacrificio di mio marito. Lui era una persona semplice e svolgeva il proprio lavoro con molta umiltà e amore per la sua terra".
Con la sua partecipazione Chilometro Zero spera di aver dato un “piccolo”contributo alla lotta contro l’inquinamento della nostra Calabria perpetrata dal malaffare economico e, contro chi avrebbe dovuto controllare e non l’ha fatto; un pensiero va a tutti i pescatori che sono stati privati del loro lavoro e a tutte le persone e le famiglie che vivono nelle zone più colpite da questo disastro e che hanno subito perdite sia economiche che personali per colpa di uno Paese che si dice civile e democratico, ma affonda nei propri mari e nasconde nelle viscere della terra i rifiuti più pericolosi che produce..un Paese che ci uccide solo perchè non sa dove smaltire i rifiuti di Stato.
Ilaria Chiaramonte

|